Una ragazza, anzi la ragazza che è in molte di noi, scrivo io.
La prima volta che ho conosciuto i disegni onirici e accattivanti di Alessandra Pulixi – il vero nome della fille Bertha – è stato a gennaio, nella sfilata di Quattromani.
Mi ha colpito quel tratto sottile, imperfetto – quasi naive. Poche semplici linee e colori vivaci, ma dense di significati.
E infatti nei suoi disegni c’è tutto un mondo. Il suo, che facilmente può diventare il mio, e chissà quello di quante altre “filles”.
Non ho mai parlato con Alessandra dei suoi lavori, ma ho visitato la sua mostra “Contemplation” che si è tenuta a Milano, durante la Design week.
Contemplazione e riflessione per comprendere meglio il nostro mondo interiore. E lei lo fa costantemete con i suoi disegni che rappresentano sempre personaggi femminili – le diverse sfaccettature della stessa fille bertha? – usandoli a volte per raccontare delle storie, altre lasciando che assumano sembianze di fatine e altre ancora che si vestano da dive anni Cinquanta oppure che abbiano una funzione catartica, come un pianto liberatorio.
Chiunque sia la fille Bertha, una cosa è certa, in lei c’è un po’ di ognuna di noi.











