Avanspettacolo o cinema. Comica e improvvisata, o seria e tendenzialmente perfetta? Per qualcuno la vita è una serie di imprevisti e improvvisazione, per altri un programma definito da seguire, un susseguirsi di scadenze e impegni.
Improvvisazione vs pianificazione, ma anche realtà vs finzione.
Per quanto ci sforziamo di pianificare, infatti, difficilmente tutto andrà sempre secondo i nostri piani. Allora è meglio lasciare spazio a quel margine di imprevedibilità capace di aggiungere quel quid che può portare all’unicità.
« Il cinema è lontano, offre un onirico e sublimante sfogo all’immaginario più ardito, mentre l’avanspettacolo riporta con i piedi per terra: le luci del palcoscenico non nascondono le facce della sala, e tra il pubblico e la sala c’è lo strizzar d’occhi di chi capisce e s’intende, e tutto riporta alla materialità pesante, dove il fuori è vicino, e a esso, dopo mezz’ora o tre quarti d’ora di rumore e musica e risa dovranno tutti tornare, gli spettatori come gli attori. » – Alberto Sordi
Avanspettacolo o cinema è solo una metafora
Immersi come siamo in una vita sociale virtuale, abbiamo innumerevoli possibilità di capire chi vorremmo essere o imitare. Credete che possa funzionare? Personalmente penso che tra ISPIRAZIONE e IMITAZIONE, l’unica tecnica in grado di funzionare è la prima.
“Non soffocare la tua ispirazione e la tua immaginazione, non diventare lo schiavo del tuo modello.” – Vincent van Gogh
Nel momento in cui tendiamo ad imitare perdiamo la nostra opportunità di essere unici. Forse è questo l’inconscio motivo per cui un disegno o una foto, mi piacciono per i primi 30 secondi e poi mi stancano per sempre.
Emozione vecchia e superata. Devo già provare ad andare altrove.
Stupire è il segreto, avanspettacolo o cinema che sia
L’unico modo per non stancare e stancarsi è provare a stupire. Lo stupore di un bambino che vede le cose per la prima volta – e che riesci a essere quasi sempre felice – quello di un adulto che supera i suoi limiti e mette da parte le sue paure, anche lui per la prima volta.
Se copi non potrai mai stupire. Nè te stesso nè tantomeno gli altri. Se prendi gli atteggiamenti, le scoperte e le iniziative di un altro senza aggiungerci nulla di tuo, non troverai mai te stesso. Quello che ti rende diverso dal resto del mondo.
Mi piace pensare che questo desiderio di unicità , questa ricerca dello stupore, sia quella che mi porta in giro e mi spinge a guardare lontano.
A volte bisogna avere un complice per riuscire in questa impresa di essere altro.
Anticonformiste quanto basta. Nostalgiche e malinconiche il giusto. Irriverenti verso i cliché stereotipati della perfezione. Naïf nella ricerca di qualcosa di inedito. Esclusive anche nella follia di guidare per 150 km, verso un cielo grigio al pomeriggio tardi, alla ricerca di un luogo dove provare a immortalare una ispirazione. Dare sfogo a una illusione.
Con noi, nel bagagliaio, solo qualche abito e la famosa valigia di sogni che a volte si materializzano grazie al solo potere dell’improvvisazione.
“Non posso cambiare la direzione del vento, ma posso aggiustare le mie vele per raggiungere la mia destinazione.”
Shooting realizzato con Elisa Rinaldi Fotografa
MaxMara dress \ Zara shirt















